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Ritratto di scrittore in un interno, il nuovo libro di Giovanna Canzi

Sono convinto, e lo dico sulla base della mia esperienza, che a lasciare i segni più profondi nella vita di una persona siano le diverse case in cui abita più ancora “di matrimonio, morte e separazione” diceva Leonard Woolf.

Partendo dalla considerazione del marito di Virginia Woolf, e dal desiderio di cogliere le esistenze altrui attraverso l’osservazione dello spazio intimo di ogni persona, è nato “Ritratto di scrittore in un interno”, pubblicato da Papero Editore. Un lavoro che raccoglie e amplia una serie di testi scritti per il blog letterario Ho un libro in testa e viene arricchito dalle immagini del fotografo e artista Pierantonio Tanzola.

Il titolo, un omaggio alla pellicola di Luchino Visconti, è un viaggio curioso, vivace che permette di entrare nelle abitazioni di individui molto diversi fra loro, ma tutti attraversati da quella che Wislawa Szymborska chiamava “La gioia di scrivere”.

Da Grazia Verasani, scrittrice bolognese che ha dato vita alla figura dell’investigatrice privata Giorgia Cantini (protagonista di Quo vadis baby, da cui Salvatores ha tratto il soggetto per l’omonimo film) ad Andrea Kerbaker, collezionista, amante dei libri, proprietario di una Kasa che contiene circa 25.000 volumi; da Elisabetta Bucciarelli, scrittrice che attraverso la parola (calibrata, studiata, presa in prestito anche da altri linguaggi) esplora il dolore e la sua radice con pudore, rispetto e attenzione ad Alberto Casiraghy, eclettico poeta, editore, artigiano, che ha trasformato la sua villetta di Osnago in una Wunderkammer piena di segreti; da Tiziano Fratus, poeta e scrittore che conduce una pratica quotidiana di meditazione in natura a Mattia Signorini, giovane autore che, dopo anni trascorsi a Milano, ha scelto di tornare nella sua Rovigo, dove ha dato vita a una scuola di scrittura e a un festival letterario.

Gli scatti di Tanzola, fotografo che ama i chiaroscuri, accompagnano i testi di Giovanna Canzi, dando vita a un libro dove alle parole degli scrittori fanno eco le rappresentazioni visive dei loro sguardi e degli oggetti di cui si circondano per provare a raccontare un mondo d’espressione non verbale, ricco di magia.

redazione

 

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