Baby&Kids 

Il disegno dei bambini

Quante volte ci siamo arrabbiate perché i nostri cuccioli, con in mano un colore, ci hanno regalato dei murales spettacolari ma non proprio adatti all’arredamento del soggiorno? Vi è mai capitato di trovarvi in imbarazzo davanti alla frase del vostro bambino “Guarda che ho disegnato!” non riuscendo a comprendere il significato dello schizzo del vostro impressionista in erba? E in quante altre occasioni vi siete ritrovate a ripetere: “Ma l’albero non è viola!” guardando con gli occhi della logica un elaborato svolto con menti ancora intrise di fantasia? Bene, allora questo articolo fa proprio per voi.

Il disegno infantile è uno dei tanti strumenti che il bambino utilizza per comunicare la percezione che ha di sé e del mondo che lo circonda. Il linguaggio grafico è fondamentale non solo perché gli permette di rielaborare, attraverso la creatività, la realtà in cui vive ma anche perché stimola la sua crescita espressiva e gli consente di comunicare in modo unico e personale. Quelli che ad un occhio adulto possono sembrare solo scarabocchi in realtà sono testimonianze preziose che ci consentono di comprendere lo sviluppo del bambino, osservando l’evoluzione dei tratti, la comparsa di nuove forme e l’utilizzo dei colori. Una sorta di grammatica che, al pari di quella linguistica, è uno strumento fondamentale di crescita e di sviluppo psico-fisico.

L’attività grafico-pittorica occupa uno spazio molto importante nella scuola dell’infanzia ma i primi tentativi di “lasciare una traccia di sé” avvengono molto prima dei tre anni. Per poter leggere in modo accurato un disegno di un bambino bisogna, tuttavia, rispettare alcune condizioni:

– osservarlo mentre realizza la sua opera: ad esempio nel caso del disegno della famiglia vedere l’ordine con cui riproduce i singoli componenti;

– “leggere” il prodotto finale esaminando i tratti e i colori che lo compongono: ci sono delle apposite griglie di lettura e di interpretazione ma alcuni elementi possono essere molto evidenti anche per i non esperti (le proporzioni dei personaggi, la vicinanza reciproca, l’identificazione con il genitore dello stesso sesso…);

– ma soprattutto considerare la storia individuale e familiare del bambino: la mancanza nel disegno di un componente della famiglia può essere compresa se ricollegata alla situazione reale (assenza fisica, separazione, rapporto conflittuale…).

E se volete fare un regalo davvero gradito ai vostri bimbi mettete un grande foglio bianco a terra, date loro la possibilità di scegliere che tipo di colori usare (a cera, a spirito, a dita, a tempera…) e lasciateli liberi di esprimere la propria creatività.

Miss Chiaraluce

 

 

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