Clelia Canè, 22 anni e già un bel traguardo raggiunto. Dalla fine di Ottobre si trova nelle migliori librerie il suo primo libro “Gelo d’Autunno a Quieta Radura” ed. Edigiò, di cui lei è autrice ed illustratrice.

Come e quando nasce la tua passione per gli acquerelli?

La mia passione risale ai primissimi anni di vita, quando amavo disegnare le principesse delle fiabe seguendo la mano ferma e dolce di mia madre. Si tratta di una passione di famiglia : il mio bisnonno affrescava le volte delle chiese dopo gli studi all’accademia di belle arti e mio nonno amava dipingere quadri a olio nel tempo libero. L’acquerello è stata solo una meravigliosa conseguenza di una piccola vocazione preesistente. Crescendo ho scoperto la tecnica in grado di fondersi con il mio tratto e con il mio cuore, perchè l’acquerello non è solo un semplice procedimento artistico o uno stile ma è tutto un universo di emozioni tradotte in un linguaggio fatto di trasparenza, dolcezza e veridicità.

Vivere lontano da una grande città ha influenzato la tua passione?

Assolutamente no. Amo il posto in cui vivo, amo la natura e la possibilità di potermi svegliare al mattino con il canto dei passerotti sul davanzale della mia finestra. Amo le colline che si tingono di rosso al tramonto e i gatti che spesso trovo nel mio cortile. Amo il mare di Formia e la tranquillità di queste zone ma penso che se fossi nata e cresciuta in una grande metropoli, il risultato sarebbe stato lo stesso, questo perchè sarei stata sempre io con le mie passioni e i miei obiettivi. Vivere in un piccolo borgo mi da la possibilità di svolgere il mio lavoro nella pace assoluta e di studiare da vicino la natura e questa è certamente una grande fortuna oltre che un immenso vantaggio. Se fossi nata in città non avrei potuto usufruire di una possibilità così importante.

Che ruolo ha avuto la tua famiglia in tutto questo? 

Un ruolo fondamentale. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia piena d’amore e di principi sani. Mia madre amava leggere per me e mia sorella la sera e io porto nel cuore questo ricordo come il più bello di tutti. Mio padre ci ha sempre trasmesso i valori del rispetto, dell’incorruttibilità e dell’onestà con un linguaggio fatto di dolcezza e amore. Sono grata ad entrambi per tutto ciò che mi hanno donato e continuano a donarmi: la forza di credere, di sperare e sognare, la stessa forza che io con gioia cerco di tramandare agli altri e in particolar modo ai bambini, la vera grandezza del mondo.

Quando hai capito che il tuo talento si sarebbe trasformato in un’opportunità?

Quando ho iniziato a credere in me stessa, quando ho mosso i primi passi in un’unica direzione: seconda stella a destra e poi sempre dritto fino al mio sogno, sulla strada della mia vita. Questo per citare uno dei più grandi romanzi della letteratura per l’infanzia. Penso che la fiducia in se stessi, nelle proprie capacità, sia la base per la costruzione di una realtà soddisfacente e ricca di buoni propositi. Non è importate possedere grandi mezzi economici se non si possiede un obiettivo e soprattutto se non si è padroni indiscussi della propria esistenza.

E quando hai capito che il sogno si stava realizzando?

Non l’ho mai capito e ancora non lo capisco, questo perchè Quieta Radura non è un unico sogno e non è solo il mio sogno. Penso che chiunque abbia voglia di trovare o ritrovare quel candore perduto, la soffice tenerezza dei valori di un tempo e Quieta Radura si presenta come simbolo di un messaggio antico, un messaggio di fantasia e solidarietà, di amore, vita e rispetto. La soddisfazione che deriva dall’incoraggiamento di molti e dal vedere terminato il mio libro, ripaga di tutti gli studi e le fatiche ma questo non è altro che un minuscolo tassello di un immenso sogno: costruire attraverso la gioia un mondo capace ancora di commuoversi dinnanzi al suo stesso cuore pulsante, la natura e la vita in ogni forma esistente.

 

In molti dicono che ricordi Beatrix Potter e Jill Barklem, cosa ne pensi?  


Foto su gentile concessione dell’Autric
Sono lusingata e accolgo queste affermazioni come grandi complimenti dal momento che si tratta di due grandissime maestre. Personalmente mi ritengo “allieva” della Potter, ho studiato per anni armata di lente di ingrandimento, i dettagli delle sue illustrazioni a partire dall’intensità della pennellata. Ritengo che sia stata una delle poche figure femminili capaci di vivere concretamente la grandezza dei suoi ideali. Prima ha fatto sognare grandi e piccini e poi ha protetto la natura dalla mano distruttiva dell’uomo donando al National Trust tutte le sue proprietà : ben 16 fattorie e 1.600 ettari di terreno.
Per me è un vero modello femminile oltre che una grande artista e seguo il suo cammino, le impronte indelebili che ha lasciato affinché un messaggio così autentico e giusto possa trovare un’ampia continuazione.

Parliamo di Quieta Radura, come nasce l’idea di questo Bosco incantato?

Non c’è stato un progetto definito ma una serie di piccole idee che mi hanno condotto nel bosco di Quieta Radura. Ho scoperto i topolini, la comunità dei conigli e poi quella delle fate, per me è stato un dolce susseguirsi di sorprese!

Cosa vorresti che arrivasse ai bimbi che sfogliano il tuo libro?

L’amore. Non esiste nulla senza questa forza straordinaria. Prima l’amore e poi molti altri messaggi, tutto ciò che nasce dall’amore stesso: il rispetto per la natura e per il prossimo, il desiderio di aiutare chi è in difficoltà, la gioia che riempie il cuore nel farsi portatori di semplicità e verità, nel voler donare piuttosto che ricevere.

Per quando è previsto il secondo libro?

Non è stata fissata una data precisa, sto ultimando le illustrazioni e si tratta di tavole molto più grandi e dettagliate rispetto ai disegni che illustrano Gelo d’autunno a Quieta Radura. Ho molti altri progetti e cerco di portare avanti tutto anche se non è semplice ma i sorrisi dei bambini mi daranno la carica per proseguire!

Foto su gentile concessione dell’autrice
Cosa vuoi dire alle giovanissime che sognano di raggiungere un traguardo come il tuo? 
Di non arrendersi, di credere che tutto sia possibile con un pizzico di buona volontà e molta molta perseveranza! Vedo con estremo dispiacere che la maggior parte dei miei coetanei si perde nelle superficialità dell’apparenza e si culla tra le comode braccia della famiglia senza capire che non siamo eterni, che bisogna lottare per i propri sogni e per la propria vita, che il cuore va nutrito con l’amore e non con l’odio o l’invidia. Non esiste nulla di impossibile, noi rendiamo impossibile ciò che vediamo distante per la pigrizia di intraprendere una strada lunga e tortuosa fatta di cadute, di sconfitte e sofferenze. Ma è solo attraverso il dolore che si cresce, non bisogna nascondersi e vivere una vita passiva, il grande baule che chiamiamo esperienza è il tesoro più prezioso che si ottiene solo grazie alle traversie. Grazie Clelia.

Grazie a voi!

Diana Pilotto